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(02/01/2008 - 18:47)

POSSESSO SPAZIALE

di andy

L'albero del passato apparve

in tutta la sua generosa abbondanza,

il suo ancoraggio dava la

possibilità allo sguardo umano

d'indagarlo curiosamente

nella sua proposta estetica.

Usciva,si,in un solo punto ma

immediatamente si faceva artefice del

possesso spaziale verticistico inoltrandosi

quasi subito e con arte,

dove usualmente trovano spazio

gli esseri umani.

Così lo elessero,sotto di lui,a luogo

di riparo e assemblaggio

di corpi protetti,piegati in due

con opzione distesa.

man mano che s'innalzava al sole di Barcola

con i suoi rami tentacolari,

dava alloggio a famiglie intere di passeri,

comunità alquanto numerose e ciarliere

tanto come chi vi giaceva al di sotto.

Di sommità,ovvero

posizionamenti  aerei,ne aveva tante.

Contemporaneamente prima di esplicarsi

sopportavano in estate la confidenza di vari

teli ed indumenti a loro affidati,

ma che non avevano nessuna intenzione

d'accudire.

Così,se ne stavano tutti

a smaltire le loro speranze,

c'era un contatto ovviamente

ma trascurato.

Graziella V. Rota,2006

(17/11/2007 - 21:47)

C'era

di andy

C'era la notte buia nel bosco

C'era la neve sugli alberi neri

C'erano gli occhi gialli del lupo

Nel buio profondo.

C'era la fame nei ventri incavati

C'era il dolore nelle deboli membra

C'era il vento a gelare le spalle

Fuori,nei campi.

C'era l'onda ruggente del mare

C'era il mostro nell'abisso profondo

C'era la nebbia a celare lo scoglio

Sotto le pallide stelle.

C'era il sole a bruciare la pelle

C'era il tuono a destare dal sonno

C'era il tempo in attesa silente

E a un tratto

Più niente.

ALESSIO IURMAN,2006